Physical stress theory: che cos’è?

Lo stress fisico è definito biomeccanicamente come la forza applicata ad una certa area di tessuto biologico. Il tessuto biologico del corpo umano risponde a questo stress fisico in modo prevedibile:

– favorevolmente: per esempio con una ipertrofia muscolare,

– negativamente: per esempio atrofia muscolare, lesione, infortunio.

La teoria dello stress fisico (physical stress theory: PST) sviluppata da Muller e Maluf ci indica che un tessuto può diventare più tollerante quando certi stress specifici sono applicati sotto una certa soglia.

Il fisioterapista esperto deve conoscere questi aspetti per una corretta riabilitazione.

Ogni tessuto corporeo ha diversi limiti di adattabilità, per questo è sempre importante conoscere il tessuto che ha subito la lesione e si vuole riabilitare.

lesioni e tessuti biologici: che regole seguono?

Il meccanismo lesionante di un tessuto biologico specifico dipende da 3 fattori:

  1. l’intensità dello stress applicato
  2. la durata dello stress
  3. le caratteristiche specifiche del tessuto

Da questa spiegazione capiamo quali situazioni possano portare a lesioni e dolore:

  1. un forte trauma, che è uno stress alto con durata bassa
  2. movimenti ripetuti troppo spesso (negli sportivi è molto comune), che è uno stress medio con durata media,
  3. posture mantenute a lungo (es. stare 8 ore al giorno di fronte al pc), che è uno stress basso con durata alta.

Come cambia un tessuto danneggiato

Una volta che il tessuto si sia danneggiato, che sia dovuto a trauma, degenerazione o intervento chirurgico, c’è bisogno di una quantità minore di stress per ri-infortunare il tessuto. Quindi, per permettere un corretto recupero, molte volte bisogna ridurre la quantità di stress fisico.

Detto in altre parole, bisogna conoscere lo stadio di danneggiamento del tessuto, per sapere quanta quantità di stress può ricevere così da indurne un cambiamento positivo.

Il fisioterapista deve considerare questi aspetti durante la riabilitazione, oltre a fattori come la postura, l’allineamento, tutori esterni e anche aspetti psicologici prima di prendere una decisione su quali manovre o esercizi effettuare.

tratto da: Movement sistem impairment syndrome. S. Saharmann 2011