Il mal di schiena è uno dei disturbi più comuni. Attualmente è tra le prime ragioni per cui le persone vanno dal dottore ed è responsabile di quasi il 40% dei giorni persi sul lavoro.

Per capire il mal di schiena bisogna incominciare dal concetto di “dolore”. Il dolore non è una malattia ma è solo un’esperienza fisiologica normale come il camminare.

La struttura della schiena è formata da ossa, dischi, legamenti, articolazioni, nervi che interagiscono alla perfezione per permetterci di svolgere una quantità infinita di attività. Occasionalmente può capitare che queste strutture si possano infiammare creando quello che in termini tecnici si chiama: “lombalgia di tipo meccanico”. La severità con cui si presenta il dolore non sempre è proporzionale all’entità del problema sottostante e la maggioranza delle persone migliora da sola senza bisogno d’intervento medico, d’altro canto però sappiamo che il 30% degli episodi avrà una ricaduta entro i 6 mesi e il 40% entro un anno.

Se questo vi suona familiare allora dovreste incominciare a guardare al mal di schiena non tanto ad un evento limitato ma piuttosto ad una vulnerabilità cronica che ha bisogno di un programma apposito di recupero.

Essendo un problema non esclusivo di schiena ma appunto una “vulnerabilità” del nostro sistema corpo, come per altri disturbi cronici, l’approccio alla cura ìn fisioterapia ed osteopatia è multifattoriale e coinvolge aspetti come: affrontare nel modo giusto lo stress, dormire meglio o fare più attività fisica.

Quindi il mal di schiena è quasi sempre benigno, ovvero non bisogna preoccuparsi di niente di grave. A volte però ci possono essere sintomi anomali (detti in inglese red flags) che il fisioterapista conosce bene ma che è meglio approfondire e che ci fanno sospettare che il mal di schiena sia di tipo non-meccanico:

  1. La prima red flag in fisioterapia è se si hanno dei disturbi nel controllo della minzione o della defecazione che indicano una compressione spinale con indicazione urgente di operazione chirurgica.
  2. La seconda red flag in fisioterapia è la possibilità che possa esserci un’infezione come causa del mal di schiena. Quindi se per esempio si hanno sintomi come febbre o si ha un sistema immunitario debole o si è comuni avere infezioni urinarie (cistiti).
  3. La terza red flag è in fisioterapia la possibilità di avere una frattura nella schiena. Quindi il vostro mal di schiena potrebbe essere iniziato dopo una caduta o dopo un incidente stradale, o magari se soffrite di osteoporosi.
  4. La quarta red flag in fisioterapia è il rischio di cancro. Se avere avuto un tumore, in particolare alla prostata, al seno o nei polmoni e il dolore è costante da settimane e ne soffrite anche quando vi sdraiate e non vi fa dormire e, in aggiunta, avete una perdita di peso inspiegabile è questo il caso di consultare un medico.
  5. La quinta red flag in fisioterapia è per malattie che creano infiammazione cronica come la spondilite anchilosante. Nei pazienti con mal di schiena cronico 1 su 20 ha questo disturbo come causa. Inizia in giovane età (tra 15 e 35 anni), hanno dolore notturno e molta rigidità mattutina che prosegue per più di un ora ma che migliora col movimento.

La domanda che molti fanno al fisioterapista è: dovrei farmi una lastra, una tac o una risonanza?
Se abbiamo una red flag o una compressione radicolare l’indagine strumentale è un ottima idea, ma per fortuna sono meno del 5% i mal di schiena causati da red flag. Negli altri 95 pazienti su 100 gli esami strumentali sono inutili. Uno studio americano ha dimostrato che solo 1 esame su 2500 mostra indicazioni importanti.

Farla lo stesso? A parte le radiazioni, il tempo e i soldi spesi (a milano passano almeno 3 mesi prima che te la facciano), un altro studio su persone sane dimostrava come il 66% di queste avessero dei risultati positivi alla risonanza nonostante non soffrissero di mal di schiena.

Questo dato è importante se si pensa che la propria attitudine e approccio al problema siano un fattore principale nello sviluppo della cronicità. Quello che in fisioterapia non vogliamo è che le persone pensino: “caspita, la mia schiena è malata ed è meglio che la smetta di fare sport o ginnastica”. Questi tipi di aspetti sono quelli che in inglese sono definiti: “yellow flags”, ovvero quei fattori di rischio che possono portare alla cronicità del mal di schiena.

  1. La prima yellow flag in fisioterapia è credere che il mal di schiena sia dannoso o potenzialmente disabilitante.
  2. La Seconda yellow flag in fisioterapia è la paura o l’evitare di fare attività e movimento a causa del mal di schiena.

A proposito di questi 2 rischi è stato fatto uno studio su degli operatori di aeroporto a milano deputati a spostare i bagagli. Quelli tra di loro che soffrivano di mal di schiena ed erano a casa dal lavoro per più di un mese sono stati divisi in 2 gruppi. Il primo gruppo era trattato nella maniera classica, il secondo nella maniera classica ma veniva esposto progressivamente ad attività fisica ed esercizi. Gli esercizi hanno portato i pazienti a capire che la loro schiena potesse funzionare comunque bene nonostante il dolore. In altre parole gli investigatori hanno dimostrato che la prima yellow flag è erronea perché il mal di schiena non è dannoso e questo ha portato a superare anche la seconda yellow flag, cioè di ridurre l’attività fisica. È tutta una questione di mentalità, se il lavoratore non fa tanto caso al dolore, neanche il mal di schiena diventa un problema serio.

  1. La terza yellow flag in fisioterapia è la tendenza a essere depressi o isolati, che è molto comune in tutte le malattie croniche.
  2. La quarta yellow flag in fisioterapia è la forte convinzione che sarà il trattamento passivo, invece dell’attivo, ad essere efficace, convincendosi che basti sdraiarsi e far fare tutto il lavoro al fisioterapista, piuttosto che preoccuparsi di fare qualcosa se stessi.

Adesso che abbiamo visto tutti gli aspetti che favorisco il mal di schiena, andiamo a vedere quello che funziona per farlo passare. Iniziamo a dire che fino agli anni novanta a milano i medici consigliavano di rimanere a letto se si aveva mal di schiena. Quello che oggi in fisioterapia ed osteopatia sappiamo è che quest’atteggiamento fa peggiorare la situazione. Qualche volta le persone con mal di schiena devono sdraiarsi, per esempio quelli con una sciatica severa, ma persone che non si muovono completamente peggiorano sicuramente.

Il movimento è la terapia migliore ed è questa l’utilità dei farmaci, ridurre il dolore per permetterci di continuare a muoverci.

Altre cose della fisioterapia e dell’osteopatia sono state dimostrate efficaci nel ridurre il mal di schiena, tra cui la manipolazione spinale, il massaggio e anche l’agopuntura. Questi interventi combinati ad esercizi posso essere considerate terapie attive (e non passive) e sono fatte dal FISIOTERAPISTA.  Altri esercizi come il pilates e lo yoga sono utili quando il dolore è scemato,  per migliorare ed aumentare il controllo del tronco, anche se i benefici sono difficili da dimostrare negli studi di ricerca. Trattamenti come le manipolazioni o l’agopuntura non devono essere seguiti indefinitamente, gli studi dimostrano che entro 8-10 sessioni il beneficio deve essere raggiunto, se non danno risultati in 10 sessioni, difficilmente ne daranno proseguendo. Certamente è importante che questi interventi siano effettuati solo da fisioterapista e medico abilitati.

Altri 2 approcci in fisioterapia ed osteopatia che si sono dimostrati efficaci, specialmente per il mal di schiena cronico,  sono la terapia cognitiva comportamentale, ovvero cambiare il modo in cui si pensa e si affronta il mal di schiena, e questo può essere seguito da un team multidisciplinare, un team con differenti competenze. Lo vediamo spesso in medicina, problemi complessi raramente trovano la soluzione in un solo approccio.

Ok, facciamo un passo in dietro e riassumiamo:

prima cosa devi sapere che la prognosi del dolore acuto lombare è eccellente, solo 1 paziente su 3 con mal di schiena cerca l’aiuto di un fisioterapista od osteopata, quindi la maggior parte migliora da sola. La seconda è che il 90% dei pazienti con mal di schiena ha una risoluzione.

Il primo step è sapere che il dolore può durare qualche giorno o alcune settimane ma poi passa. Per evitare red flag è giusto sapere il motivo del dolore, ma poi non farci troppo caso. Bisogna continuare a muoversi e magari avere qualche terapia attiva (FISIOTERAPIA), ma non c’è nessun motivo per fare una lastra o una risonanza. Generalmente meno ne fai meglio è con questo tipo di problema.

Anche se ci sono pochi dati di qualità in supporto, diversi pazienti hanno benefici facendo piccoli cambiamenti, come modificare la postazione di lavoro, fare maggiori pause o migliorare la propria postura.

Per quelli con dolore cronico ricorrente la prognosi è ancora buona. Gli studi effettuati all’università degli studi di milano dimostrano che 1/3 di questi pazienti migliora entro le prime settimane e 2/3 entro i primi mesi, ma con il dolore cronico ricorrente c’è da lavorare un pò di più per avere benefici.

Come accennavo prima si può organizzare col fisioterapista un programma di recupero in cui lo yoga o il pilates sono utili o magari esercizi specifici legati allo schema di dolore che si abbia.

Camminare, e rivalutare il proprio approccio chiedendo sostegno a persone competenti.

Per finire, il mal di schiena non è tanto diverso da tante altre problematiche che capitano nella vita, è il tuo modo di pensare e saper affrontare il problema a fare la differenza. Puoi provare diversi approcci come lo yoga, la fisioterapia, le medicine o le manipolazioni, ma quello che è importante che tu sappia è che:
IL MOVIMENTO È  MEDICINA

Vi aspetto presto nel centro di assago, in via matteotti 16, nel centro di buccinasco in via fratelli cervi 2, nel centro di milano in via caterina da forli 3 per una seduta di fisioterapia od osteopatia che vi aiuterà a migliorare molto il vostro stato di salute!

Grazie e alla prossima

Gianluca Italiano
FISIOTERAPIA ED OSTEOPATIA AVANZATA