///IL FISIOTERAPISTA DEI RUNNERS

IL FISIOTERAPISTA DEI RUNNERS

Fisioterapista per runners

Oggi sono sempre di più le persone che decidono di iniziare a correre come attività ludica o nel tempo libero, per perdere qualche chilo e rimanere in salute. Correre è una cosa naturale, ci viene spontanea, ma questo non vuol dire che sia sempre fatta nel modo giusto.

Una visita dal fisioterapista può essere una buona idea se si intende iniziare questa attività senza correre il rischio di soffrire di infortuni e lesioni che potrebbero poi portare il runner a lasciare definitivamente la sua passione.

Runners: a cosa serve il fisioterapista?

Correre è essenzialmente una delle possibili attività che possiamo chiedere al nostro corpo, non è semplice come alzarsi dalla sedia o fare 2 passi a piedi, ma richiede la coordinazione e l’inter-relazione tra le varie parti del corpo, in un modo che sia il più armonioso ed il più efficace possibile. Pultroppo oggigiorno, prima di iniziare a correre, ci portiamo dietro anni di sedentarismo e cattive posture che, in un modo o nell’atro, hanno modificato la nostra elasticità e stabilità fisica, con un conseguente rischio di lesione durante un’attività ad alta richiesta come la corsa.

Runners: cosa valuta il fisioterapista?

Nel mondo dei runners la scarpa ha un posto speciale, ci sono negozi specializzati (www.verdepisellomilano.it) che possono spiegarti anche la più particolare caratteristica della scarpa che puoi indossare. Nella maggior parte dei casi la scarpa cerca di evitare l’eccesso di pronazione

pronazione

che è una delle disfunzioni più comuni.

Questo però è solo uno dei tanti aspetti da valutare durante la seduta dal fisioterapista.

Se il piede e la scarpa sono importanti aspetti da valutare, non di minore importanza lo sono il ginocchio, l’anca o la schiena, durante tutte le fasi del ciclo della corsa.

Guardate per esempio cosa succede al ginocchio di questa runner nella fase di appoggio

adduzione ginocchio

le ginocchia si toccano, dimostrando un evidente debolezza del medio gluteo, che poi sarà compito del fisioterapista analizzare e riallenare.

Se invece parliamo di anca, questo è un classico esempio di riduzione dell’estensione (quel movimento in cui la gamba và posteriore al tronco) come si può osservare nella runner di sinistra.

runners e anca

 Il probabile risultato di questo deficit di estensione di anca sarà una conpensazione lombare con conseguente mal di schiena.

Per fortuna ci sono i modi sia per analizzare queste disfunzioni, sia per risolverle, l’importante è rispettare sempre il tempo di adattamento dei tessuti (in inglese conosciuto anche come Tissue Adaptation Time), ovvero avere la competenza di valutare lo stato dei tessuti e mettere a punto un programma che rispetti i tempi di reazione del tessuto, organizzando un allenamento graduale e specifico, intervallato sempre da periodi di riposo.

Nel 99% dei casi è infatti l’eccesso o il cambio di allenamento a fare infortunare il runner.

 

 

By | 2017-01-04T16:45:57+02:00 05/10/2015|News, runners|0 Commenti

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