//Fisioterapia: è il momento di parlare di nutrizione

Fisioterapia: è il momento di parlare di nutrizione

In questi anni di studi e di lavoro credo di aver capito una lezione importante. Confucio insegnava:

“le persone si assomigliano tutte, a parte per le loro abitudini.”

Nel lavoro del fisioterapista si affrontano spesso le abitudini. Siamo veramente bravi nel valutare e analizzare le “abitudini di movimento”. Il termine tecnico è schemi motori o pattern.
Per esempio, se hai mal di schiena è perché hai uno schema motorio alterato. In gergo comune, ti pieghi male, per esempio senza usare le gambe, e questo porta al mal di schiena.

Oggi diversi studi dimostrano come anche le abitudini alimentari possano influire sul dolore. Ci sono cibi pro-infiammatori, e cibi anti-infiammatori.

In questo articolo del 2014, intitolato Nutrition and pain, l’autore Tick H, spiega come, da un punto di vista scientifico, certi alimenti possano avere dei benefici sul fisico ed altri no.
Di per se non c’è niente di nuovo, credo che ormai tutti sappiano che mangiare solo nutella faccia ingrassare, mentre frutta e verdura sono un toccasana.

Il problema inizia quando si parla di abitudini. Una cosa è andare 1 volta ogni tanto al McDonalds (chi non è mai andato alzi la mano) l’altra è bersi tutti i giorni 1 litro di coca cola.
L’eccesso continuo di zucchero crea uno stadio di leggera infiammazione permanente.

Andrea è un ragazzo di 28 anni. Ha mal di schiena da circa 3 anni. In precedenza ha fatto cicli di tecar terapia, massaggi e altri palliativi. Un amico gli ha consigliato di venire da me visto che in passato l’ho aiutato a superare il suo mal di schiena.
L’analisi posturale e del movimento dimostra grandi alterazioni. Sono cose così evidenti che faccio “all-in”. Sono molto sicuro di me:
“Sistema questi aspetti e vedrai che le cose miglioreranno in fretta” gli dico.
Dopo qualche settimana di trattamenti ed esercizi, però, non ci sono i cambiamenti sperati. “Strano” penso, “un ragazzo così giovane dovrebbe avere delle risposte veloci, eppure con lui le cose non funzionano”.

Avendo appena letto alcuni libri sulla nutrizione gliela butto li:
“Mangiare come va? Hai qualche vizietto?”.
“No tutto bene” mi risponde “mangio sempre tanta frutta e verdura” (anche l’uomo più grasso del mondo lo dice). “però, da quando ho 18 anni, ho l’abitudine di bere sempre coca cola durante i pasti”.
“Ma riesci a dormire bene la notte con tutta quella caffeina?” gli domando.
“Dormire dormo poco, 4-5 ore a notte. Ma questo è sempre stato così, non c’entra la coca cola”.

Dormire poco è uno dei fattori più influenti nella percezione del dolore. Bere tutta quella coca cola ha sicuramente un impatto sul suo fisico.
Potrebbe essere questa la causa che non gli fa avere i risultati sperati? Penso proprio di si.

Un fisioterapista non è un nutrizionista, lungi da me la volontà di prescrivere diete o dare indicazioni nutrizionali.
Tenere presente certe abitudini alimentari però, è fondamentale.

Da poco anche l’APTA (assiociazione dei FISIOTERAPISTI americani) si è espressa in favore di una migliore conoscenza della nutrizione dei suoi iscritti. (http://www.apta.org/Blogs/PTTransforms/2016/11/16/Nutrition/)

Come dargli torto?

Ampliamo le nostre conoscenze, non per metterci a fare i dietologi, ma per capire dove arrivano i nostri limiti e poter dare il giusto consiglio alla persona che ne ha bisogno.

 

 

By | 2017-07-25T11:38:28+02:00 25/07/2017|News|0 Commenti

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