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LA TENDINOPATIA ACHILLEA

Oggi nella rubrica “fisioterapia milano” parliamo della tendinopatia achillea, un problema che affligge la caviglia di tanti runners, come di tanti atleti di sport in cui la corsa ed il salto sono aspetti necessari del gioco, come nel calcio, basket e pallavolo.

fisioterapia milano: cos’è la tendinopatia achillea

La tendinopatia achillea indica una sofferenza del tendine d’achille. Un tempo definita tendinite, oggi sappiamo che non c’è un’infiammazione sottostante, quindi si è iniziato a togliere il suffisso “ite” che sta per infiammazione sostituendolo con “patia” che indica sofferenza.

fisioterapia milano: perchè si sviluppa la tendinopatia achillea

La tendinopatia achillea è un problema di distribuzione delle tensioni sul tendine. In sostanza le tensioni che agiscono sono troppo elevate, o perchè tutto il muscolo è rigido e quindi aumenta la tensione sul tendine, o perchè la mancanza di controllo e stabilità della caviglia porta ad aumentare le tensioni solo in determinate zone del tendine, che alla lunga vanno in sofferenza.

fisioterapia milano: la tendinopatia achillea nel dettaglio

Da un punto di vista strettamente biomeccanico, nel caso di eccesso di tensione dovuto a rigidità generale, la causa sta nel fatto che i muscoli del polpaccio, gastrocnemio e soleo, non sono sufficientemente lunghi, o l’articolazione tibio-astragalica non ha sufficiente flessione dorsale. In quest’ultimo caso bisogna migliorare il glide posteriore dell’astragalo. Nel caso di rigidità muscolare, invece, stretching e fibrolisi hanno il ruolo principale.

Quando il problema è di ridotta stabilità, quello che succede è che l’avampiede ed il retropiede hanno un eccesso di torsione tra l’uno e l’altro, tipicamente è il retropiede a pronare in eccesso e questo crea delle forze di taglio sul tendine proprio nella fase di appoggio al terreno, quando anche la tensione è maggiore. Se questo è il problema bisogna migliorare il controllo della stabilità attraverso esercizi di rinforzo del tibiale posteriore.

fisioterapia milano: scarpe e tendinopatia achillea

Per anni si è pensato che nel caso di eccesso di tensione sul tendine, la soluzione migliore fosse rialzare il tallone per detendere il tendine. Questo però non si è dimostrato efficace nel ridurre il problema, anzi, se pensiamo alle cause della tendinopatia, sollevare il tallone non fà altro che aumentare la rigidità dei muscoli del polpaccio e riduce anche la stabilità della caviglia. Le scarpe migliori sono quindi con un “drop” basso.

Fonte: Clinical Gait Assessment. Jay Dicharry, MPT, SCS

By | 2017-01-04T16:45:55+02:00 17/12/2015|basket, News, runners|5 Comments

5 Commenti

  1. Massimiliano 19 Gennaio 2017 al 13:48 - Rispondi

    Salve,
    sono un runner che ha cambiato vari tipo di scarpe e negli ultimi 12 mesi ho corso con ASICS CUMULUS 17 con solette NOENE.
    Da poco ho preso le NIMBUS 19 (sempre con solette NEONE) e dopo 3 allenamenti da 12 K ciascuno ho sviluppato fastidio al tendine di Achille.
    Sono alto 1.85 e peso 70 KG.
    Ho il sospetto di aver sbagliato scarpa e di aver scelto un modello troppo ammortizzato con scarsa stabilità del piede. Può essere?
    Grazie dei consigli.
    Massimiliano ’72

    • Gianluca Italiano 19 Gennaio 2017 al 19:36 - Rispondi

      Ciao Massimo, sembrerebbe proprio di si. Se il cambio di scarpa ha creato fin da subito dei dolori, è facile che sia stato quello il motivo. Perchè non provi a ritornare alle vecchie scarpe?
      Se le cose non dovessero migliorare potrebbe essere opportuno fare una visita di approfondimento!
      Le me know…

  2. Massimiliano 22 Gennaio 2017 al 16:56 - Rispondi

    Grazie della risposta,
    in effetti sono tornato al vecchio e lentamente sto migliorando.
    Qualcuno è interessato a un paio di Nimbus 19, n. 47 usate tre volte???
    Saluti,
    Massimiliano ’72

  3. Ivan 22 Aprile 2018 al 12:07 - Rispondi

    Buongiorno, mi chiamo Ivan e corro da una vita. Facendo uno sport come il calcio, la corsa è fondamentale. Mi piace soprattutto la resistenza anche perché giocando sulla fascia ho molta corsa da fare. Da un anno però soffro di tendinopatia achillea un po strana e ti spiego perché: premesso che il campo di allenamento è un sintetico non male, ammortizzamento non eccessivo, e che mi alleno da sempre con scarpe da running cumulus almeno 5 giorni su 7 ed uso un plantare correttivo della postura da almeno 4 anni. Improvvisamente durante una partita sento tirare il tendine e non comprendo come mai. Decido di fermarmi e giocare le ultime 5 partite soltanto la domenica senza allenamento settimanale. Ogni partita sarà uno strazio perché la prima gara il dolore è acuto, poi parlando con un ortopedico mi consiglia una talloniera, che mi da immediatamente sollievo, ma comporta una maggiore tensione sui polpacci che mostrano sempre un principio di crampo, di cui non ho mai sofferto in vita mia;altro consiglio che mi da è di fare esercizi in eccentrica, pedana propiocettiva, esercizi con elastici. Allora decido di finire la stagione e fare un lungo riposo, facendo saltuariamente qst esercizi, per ricominciare la preparazione a luglio direttamente. Sembro stare bene, quindi aumento i carichi di lavoro e mi sento bene. Improvvisamente la prima partita inizio a correre e sento una tensione al tendine, ma la gara va giocata e tiro fino al 90′. La mattina successiva ho entrambi i tendini d Achille sia destro che sinistro che mi fanno malissimo appena metto i piedi a terra. Decido di fare un paio di visite specialistiche da ortopedici importanti e mi dicono di fare esercizi in eccentrica e stretching in continuazione, un altro mi vuole operare(ed io pronto anche a quello, ma molti mi sconsigliano). Allora chiedo se esiste un antinfiammatorio che possa eliminare l infiammazione, e sembra che Tauxib faccia effetto, infatti il dolore sparisce completamente per un mesetto e mezzo, e mi sento rinato, poi improvvisamente durante una partita torna il dolore al tendine destro soltanto, quindi ancora Tauxib, ma il dolore viene solo alleviato non riesce a sparire mai completamente. In questo periodo non mi sto allenando e faccio solo le partite dove oltre al tendine destro, sembra che un crampo mi colga sempre il basso polpaccio sinistro. Ho appena comprato delle geox con tallone alto per scaricare il tendine, ma ieri durante la partita sembrava dal primo minuto che mi dovessero arrivare i crampi, cosa impossibile perché idratatissimo, pieno di magnesio e potassio assunto durante tutta la giornata, davvero non capisco se possa essere stato colpa delle scarpe o meno, fatto sta che l sofferenza persiste e non va mai via.
    Ps: nel mesetto e mezzo che ho assunto tauxib ho anche associato e tuttora lo faccio, massaggio, tecar e fibrolisi a gogo…in questo periodo però non riesco più a capire cosa fare, ma soprattutto la causa che scaturisce qst tendinite non comprendo da dove arriva.
    Capire la causa di qst male e cercare di prevenirlo sarebbe una cosa eccezionale.
    Sicuramente con la tua alta esperienza potrai consigliarmi come intervenire.
    Grazie

    • Gianluca Italiano 23 Aprile 2018 al 7:43 - Rispondi

      Ciao Ivan, scusami il sarcasmo ma non mi sembri proprio “un atleta”. Ti spiego meglio: Mi aspetterei che un’atleta (che si allena 5 volte la settimana e fà diversi sport), sia una persona in salute. Tu usi: scarpe ammortizzate, plantare, talloniera…prendi dei farmaci e fai: tecar, fibrolisi, massaggi.
      Con tutto il rispetto, sei lontano da quello che si definisce “esempio di salute”. Chiaramente la colpa non è tua, ma ti avranno consigliato male.
      Gli australiani dicono: “if you are not improving somewhere, you are not going anywhere” (se non migliori in qualcosa, non stai andando da nessuna parte). Ê chiaro che tutte le terapie e gli ausili che stai utilizzando non ti stanno facendo migliorare in alcun modo e non ti porteranno da nessuna parte.
      Per migliorare intendo dire: migliorare in un parametro oggettivo. Al di là del dolore, che è soggettivo, puoi migliorare nella flessibilità del muscolo, puoi migliorare nella forza del muscolo, puoi migliorare nella coordinazione o nella propriocezione. Insomma: in qualcosa devi migliorare se vuoi avere un cambiamento.
      Smetti di fare tutte quelle terapie fine a se stesse ed inizia a lavorare sui parametri che ti ho citato prima. Trovati un bravo fisioterapista che possa dirti cosa devi migliorare e ti faccia vedere come poterlo fare.
      In bocca al lupo!

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