Oggi ho incontrato Caterina.
Caterina è una grafic designer di 37 anni che ama fare sport nel tempo libero. Dopo le 8 ore di lavoro davanti al computer si tiene in forma con nuoto, pilates e yoga. Da bambina, per 10 anni, ha fatto danza classica.

3 anni fa, mentre nuotava a rana, sentì un forte dolore al piede. Il dolore era così forte che dovette uscire dalla vasca. Rimase a riposo qualche giorno e il problema rientrò come se niente fosse successo.

Dopo qualche mese, però, il dolore ritorna. Lo sente dietro il malleolo, risalire fino al polpaccio e la parte laterale della coscia. Questa volta il dolore non si risolve. Visita 3 ortopedici e 3 fisiatri. Tutti sono d’accordo nel dire che ha una iperpronazione del piede (il piede piatto). La diagnosi è chiara: FASCITE PLANTARE.
Ha sempre avuto piedi iperpronati. La risonanza magnetica e la radiografia però non evidenziano niente. Ha provato tutti i tipi di terapie esistenti: tecar, dry needling, onde d’urto, ultrasuoni, mezieres etc. Ha cambiato 3 plantari.
Niente sembra essere efficace. Per finire le viene fatta un’ecografia al polpaccio che evidenzia delle zone di “ispessimento” e per questo le consigliano vivamente la FIBROLISI DIACUTANEA.

Caterina mi contatta nella speranza che la fibrolisi possa essere il trattamento definitivo.

La sua storia non mi convince tanto. Sono convinto che la fascia plantare non sia il problema. Altrimenti come mai nessuna terapia ha avuto successo?
Penso ad Albert Einstein.

Prima di arrivare alla teoria della relatività, Einstein lavorava presso l’ufficio brevetti di Berna. Aveva accettato questo incarico perchè nessuno lo voleva come assistente professore in università ed aveva bisogno di soldi per sposarsi con la sua amata Milena.
All’ufficio brevetti, il giovane Albert doveva accertarsi che ogni domanda di brevetto fosse valutata in modo rigoroso da sfidare qualunque contestazione legale.

“Quando prendi in esame una proposta” gli insegnò il suo responsabile, “parti dal presupposto che tutto ciò che dice l’ideatore sia sbagliato, altrimenti ti adeguerai al suo modo di pensare, e ciò ti provocherà dei pregiudizi. Il tuo spirito critico deve rimanere sempre vigile”.

Negli anni che seguirono, Einstein si rese conto di quanto questo modus pensanti sia stato una “vera benedizione” nell’arrivare alla teoria della relatività.
Applicò questa continua vigilanza critica anche ai concetti di fisica che tanto amava. Quando trovava una teoria in contraddizione, la esplorava senza sosta finchè non ne scaturiva una nuova idea che portava o all’eliminazione della teoria esistente o ad un’alternativa dove prima non ne esistevano. Fu così che non si limitò ad accettare le teorie esistenti all’epoca (che mancavano di spiegare tutti gli aspetti della natura) e arrivò a formulare una teoria che spiegasse tutto senza eccezioni: E=mc2.

Ho applicato lo stesso approccio critico con Caterina?
Come fà la fascia plantare, una struttura abituata a sopportare cariche dell’ordine di 3/400 Kg (come durante la corsa) ad infiammarsi mentre stai nuotando?
Come fà la fascia plantare a provocare dolore fino a sopra il ginocchio e dietro la coscia?
Ho fatto a Caterina qualche domanda in più:
-Ha una minima Antero listesi L4-5.
-Ha una Perdita di forza e sensibilità sotto l’alluce,
-Le formicola la gamba da circa 3 mesi.
“Caterina” le chiedo “hai mai avuto mal di schiena?”. “Da sempre” mi risponde lei “ma ormai mi ci sono abituata”.

Adesso sì che tutto sembra avere un senso. La radice nervosa di L4 provoca, se infiammata, dei sintomi proprio come quelli che lei mi descrive. Inarcare tanto la schiena può comprimere la radice nervosa. Nello stile a rana la schiena è molto inarcata.

Abbiamo lavorato sulla sua schiena e i risultati, mai ottenuti in 3 anni di terapie, sono arrivati.
Fortuna? Si certo. Ma anche tanto spirito critico frutto degli insegnamenti del buon Albert Einstein.