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COMPRENDERE IL DOLORE: 5 PARTE

A questo punto TUTTI i miei pazienti portano avanti questa obiezione:

Si Gianluca, ho capito quello che mi spieghi sul dolore, ma guarda che io ho fatto le lastre e anche il radiologo mi ha dello che ho la schiena conciata“.

Questa giusta obiezione deriva, credo, dalla cattiva gestione che si ha nel sistema sanitario moderno. Adesso si tende facilmente a prescrivere lastre, risonanze, ecografie… ma, nonostante in determinate situazioni siano necessarie ed utilissime (come per diagnosticare una frattura, un tumore o uno strappo muscolare) nella maggior parte dei casi sono superflue.

Perchè sono superflue? perchè quasi tutte le alterazioni riscontrate sono in realtà modificazioni naturali legate all’età e non direttamente collegate al dolore.

Consigli fisioterapia: RISONANZA

Consigli fisioterapia: RISONANZA

 

 

Basti sapere che (per citare alcuni studi):
• Una degenerazione di un disco lombare si riscontra nel 40% delle persone sotto i 30 anni e nel 90% delle persone tra i 50 e i 60 anni. OVVERO: dopo i 50 anni quasi tutti abbiamo un disco lombare degenerato ma non tutti abbiamo mal di schiena, questa percentuale aumenta fino al 98% nel tratto cervicale. Quindi NON si può sempre “dare la colpa al disco” per il mal di schiena o per il mal di collo, perché il disco degenera sia se hai male sia se non hai mai avuto dolori in vita tua.

• Tra le persone con più di 60 anni senza dolore o limitazione alla spalla, il 50% ha una degenerazione o strappo della cuffia dei rotatori. Quindi se ti dicono che hai una lesione della cuffia, questo non vuol dire che questa sia la causa del tuo dolore.
Consigli fisioterapia: spalla
• Nelle radiografie di ginocchio, l’ 85% delle persone sane ha artrosi. Nella risonanza magnetica il 48% dei giocatori di basket ha una lesione meniscale senza sentir dolore alcuno.

Consigli fisioterapia: ginocchio

 

Se non credete a quello che dico vi faccio un esempio che suonerà familiare a tutti:

Che dolore provate quando vi tagliate un dito con un foglio di carta e vedere uscire le prime gocce di sangue? MALE vero?

Quante volte invece è successo che facendovi la doccia scoprite di avere un livido sul braccio e non vi ricordate quando e dove ve lo siete fatti?

Questi 2 esempi sottilineano l’importanza del contesto nel processo di dolore, nel primo caso l’attenzione è alta e in dolore forte, nel secondo si era cosi impegnati a fare altro che neanche ci si rende conto di essersi prodotti un ematoma.

Per finire vi mostro l’immagine di un muratore tailandese che per un mal di testa poco chiaro è stato mandato a fare una radiografia…

chiodo in testa

Risulta che anni prima stava lavorando ad un cantiere con la sparachiodi e, tra il rumore, la fretta, la preoccupazione di finire il lavoro in tempo, si era accorto di perdere qualche goccia di sangue ma pensava fosse solo una scheggia e aveva proseguito. In pratica era cosi occupato che il cervello non aveva preso neanche in considerazione che un chiodo aveva perforato il cranio…

Grazie

Dott. Gianluca Italiano

FISIOTERAPIA ED OSTEOPATIA

via ariberto 15, milano – via fratelli cervi 2, buccinasco

fonte: Adriaan Louw, PT, PhD, CSMT

By | 2017-01-04T16:46:00+02:00 14/01/2015|basket, News, scarpe|2 Comments

2 Commenti

  1. franco 14 Gennaio 2015 al 13:17 - Rispondi

    bell’articolo… soprattutto le considerazioni sul chiodo nel cranio e nel cervello. Tuttavia andrebbe sottolineato che il cervello non è che “non ha preso in considerazione” (in senso nocicettivo diciamo) il fatto di esser stato perforato: semplicemente il cervello NON è innervato al suo interno da nocicettori, per cui non poteva farlo….. ha dato altri tipi di informazioni confuse mal di testa e sicuramente molte altre cose qui giustamente omesse (il cranio era sempre e comunque perforato…), ma usare questa cosa come esempio per la tematica in oggetto mi sembra davvero un po’… bizzarro??

    • Gianluca Italiano 21 Gennaio 2015 al 16:07 - Rispondi

      Grazie Franco per il complimento, credo che tu abbia ragione sotto tutti i punti di vista…
      il cervello non è innervato al suo interno da nocicettori (se ci fosse un neurologo a darcene conferma gliene sarei grato) ma sicuramente cranio, teca cranica, dura madre cuoio capelluto e tutto il resto lo sono e nonostante questo la persona aveva solo mal di testa (dopo 4 anni dall’avvenimento).
      Ê stato proprio il fatto di essere estremamente bizzarro ad indurmi ad usare questo esempio, visto che esprime proprio una situazione estrema, in cui i tessuti sono altamente danneggiati, ma la persona percepisce solamente un po di dolore. A dire il vero di esempi ce ne sono molti altri, per esempio chi ha avuto i nonni che hanno fatto la guerra, avrà sicuramente sentito racconti di persone che si ritrovano qualche proiettile nella gamba o nella schiena e neanche lo sapevano, se non per qualche lastra effettuata anni dopo…

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