La capsulite adesiva è forse la bestia nera di ogni fisioterapista e ortopedico. Ê una patologia diffusa, specialmente nel mondo femminile, e tutti i fisioterapisti ne hanno avuto a che fare almeno una volta nella loro carriera.

Nel 2011 i membri dell’American Shoulder and Elbow Surgeons hanno raggiunto 2 chiare conclusioni riguardanti la Capsulite Adesiva:
– ê molto poco compresa, in particolare l’eziologia sottostante.
– ê stata etichettata come “enigma” della spalla.

La capsulite è una patologia che può durare anche 2 anni. Ê così dolorosa che, spesso, limita il sonno e la persona ha anche difficoltà a vestirsi o a pettinarsi.

La chiamano adesiva proprio perché la spalla è così rigida che non la si riesce più a muovere.

Negli anni passati tutti hanno provato a trovare la terapia giusta per risolverla. Mai nessuno ha avuto risultati. Alcuni si sono vantati di aver risolto questa patologia in qualche seduta. Sicuramente hanno preso fischi per fiaschi, credendo che fosse capsulite adesiva quando magari era una tendinopatia o artrosi.

Un recente articolo del 2016 di Max Pietrzak ha dato un nuovo punto di vista da cui vedere questa problematica:

Adhesive capsulitis: An age related symptom of metabolic syndrome and chronic low-grade inflammation?
Capsulite adesiva: e se fosse un sintomo correlato ad una sindrome metabolica e ad un’infiammazione cronica?

L’obesità e la sindrome metabolica sono fortemente associate ad una infiammazione cronica lieve. Per questo sono sempre più considerate come le colpevoli di tutta una serie di patologie. Sono la causa di molte sindromi dolorose dell’arto superiore, diabete, malattie cardiovascolari, tumori e degenerazione del sistema nervoso centrale.

 Tralasciando l’età, due dei più forti fattori di rischio della Capsulite Adesiva sono il diabete e le malattie cardiovascolari.

Secondo l’ipotesi di Pietrzak l’infiammazione e la fibrosi capsulare tipiche della Capsulite adesiva sono causate da una sindrome metabolica e dall’infiammazione cronica lieve, come accade nel diabete e nelle patologie cardio vascolari.

Questi meccanismi patofisiologici parrebbero essere causati da una sovraproduzione di citochine pro-infiammatorie, dalla predominanza del tono simpatico nell’equilibrio autonomico, e dall’attivazione neuro-immune. Questa ipotesi descrive come questi processi possano essere alla base della capsulite.

Fisioterapia evolutiva: Per cosa è stata selezionata la spalla?

Da un punto di vista evolutivo, la spalla è stata selezionata per la capacità di creare alte velocità nell’azione di tirare oggetti (durante la caccia). Meccanismo attuato tramite un movimento di massima rotazione esterna con accomulo di energia elastica. La sedentarietà moderna, con relativo inutilizzo della spalla, ha portato la stessa a non essere esercitata e stirata a sufficienza. Di conseguenza, alcune parti del complesso capsulo legamentoso gleno omerale hanno accentuato la produzione di citochine pro infiammatorie e stress ossidativi. Tutto ciò può portare ad un’alterazione sub clinica del tessuto connettivo e della matrice extra cellulare con conseguente adesione.

Questa ipotesi ha una logica se si pensa che la capsulite adesiva è molto comune tra i 40 e i 50 anni.

Dolore e restrizione nella rotazione laterale e dolore alla palpazione del processo coracoideo formano il gruppo di test più affidabili per una diagnosi precoce.

La patofisiologia fibrotica ed infiammatoria della capsulite adesiva è consistente con quello che ad oggi conosciamo dei meccanismi di controllo infiammatorio. Senza infezione o necrosi tissutale significante, il messaggio pro infiammatorio sarà minimo. Si produrrà però uno stato infiammatorio lieve ma costante che porterà fibrosi del tessuto collagene e atrofia del parenchima. Questo viene confermato dalle immagini istologiche e di risonanza magnetica dove si evidenzia che la capsulite è guidata da un eccesso di citochine che portano iperplasia della sinovia e fibrosi capsulare.

Trattamento

Se queste sono le premesse e le possibili cause, è chiaro che il trattamento dovrà essere prima di tutto indirizzato alla riduzione dello stato infiammatorio costante che si è creato.
Una corretta dieta alimentare può essere il primo step, come abbiamo approfondito in questo articolo che collega infiammazione e nutrizione. Da un punto di vista di esercizio fisico e fisioterapia, la scienza ci offre ancora poca chiarezza su cosa possa essere utile e se effettivamente ne valga la pena fare qualcosa o aspettare che il problema passi da solo (cosa che può avvenire nel giro di 2 anni).
Mi sento di consigliare tanta attività fisica generica che non coinvolga direttamente la spalla, come corsa o bicicletta (con lo scopo di ridurre l’infiammazione generale).
Lavorare sulla spalla con trazioni ed esercizi eccentrici. Lo scopo è di dare uno stimolo di stiramento alla capsula ed insegnare al sistema nervoso di “lasciare andare”, SENZA MAI FORZARE.

Sappiate, comunque, che una volta che la capsulite si sia instaurata è improbabile che il processo si possa invertire. Avrete dolori e limitazioni che dureranno per diversi mesi. Attuando i consigli che vi ho dato, però, metterete il vostro corpo nelle migliori condizioni per recuperare e per evitare recidive. Ê infatti molto comune che la caspulite adesiva si ripresenti, dopo qualche anno, nella spalla opposta.

Per maggiori approfondimenti si rimanda a: Pietrzak 2016 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26880627