//Bipedismo: il frutto di millenni di evoluzione

Bipedismo: il frutto di millenni di evoluzione

Gli esseri umani spesso ritengono, erroneamente, che alcune loro fondamentali caratteristiche siano speciali quando, in realtà, sono semplicemente inusuali. Il bipedismo non fa eccezione. In effetti il bipedismo abituale è una cosa rara, ma quello occasionale non è certo un’eccezione (anche un orso può rimanere su 2 zampe per qualche secondo).

Il nostro grande vantaggio rispetto agli altri animali è che noi riusciamo a stare in piedi senza grande fatica.

Uno scimpanzè si stanca a stare in piedi e camminando barcolla a destra e sinistra. La nostra evoluzione ci ha portato a tante piccole modifiche che ci hanno reso dei camminatori molto efficienti.

Il primo adattamento è stato la forma dell’anca.

Nelle scimmie l’acetabolo è rivolto posterioremente, mentre nell’uomo esternamente. Cosa comporta questa modifica?
Per lo scimpanzè camminare significa barcollare come un ubriaco spendendo un sacco di energia per stabilizzare il tronco.
L’uomo, grazie ai muscoli piccolo e medio gluteo, fà oscillare il busto quasi inpercettibilmente, potendo così impiegare l’energia per andare avanti invece di stabilizzare il tronco. Non esiste fisioterapista che non conosca le conseguenze di un gluteo debole: il segno di trendellemburg, ovvero camminare oscillando come una scimmia.

un’altro adattamento importante per l’andatura bipede è la colonna vertebrale a forma di S

Come altri quadrupedi, le scimmie hanno una colonna che si incurva leggermente così che quando sono in posizione eretta il busto, naturalmente, si piega in avanti.

Ne risulta che il busto della scimmia – in piedi – è in posizione instabile, in avanti rispetto al bacino.
La colonna vertebrale dell’uomo, ha 2 coppie di curve, queste gli permettono di avere bacino, spalle e testa perfettamente allineate sullo stesso piano. La curva lombare è resa possibile da un maggior numero di vertebre lombari (le scimmie ne hanno 3-4 mentre l’uomo 5), molte delle quali hanno una forma a cuneo proprio per permettere una forma ad arco.

favorevole al bipedismo è anche la forma del cranio

Il collo degli scimpanzè emerge dal retro del cranio con un angolo quasi orizzontale; il cranio dell’uomo ha invece il forame magno nella parte inferiore, ciò permette al collo di essere verticale.

anche il piede si è modificato per permetterci di essere efficienti.

Quando l’uomo appoggia il piede al suolo, un particolare meccanismo (windlass) mette in tensione l’arco plantare. Questo meccanismo permette di creare energia potenziale che poi viene impiegata nella fase di spinta per propellere il corpo in avanti utilizzando principalmente l’alluce. Le ossa del piede, unite da legamenti e muscoli, hanno una forma a volta che la rendono come un arco pronto a scoccare. Il piede dello scimpanzè, al contrario, è privo di arco. Questo impedisce a questi animali di sfruttare l’energia potenziale del proprio peso in energia cinetica per andare avanti.

Guardando la nostra anatomia possiamo capire “per cosa” ci siamo evoluti. Siamo macchine perfettamente adattate a camminare, e camminare è stato il vero vantaggio evolutivo che ci ha permesso di primeggiare tra le altre specie (come visto in questo articolo)

By | 2017-08-15T14:35:32+02:00 13/08/2017|News|0 Commenti

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